ENZO IOPPOLI RICORDA MARIO CASALINUOVO
23 settembre 2024 – Enzo Ioppoli Ringrazio Francesco Iacopino, magnifico e instancabile Presidente della Camera penale di Catanzaro, per le sue affettuose parole, che vanno ben al di là dei miei meriti. Questa sera, però, lo ringrazio, soprattutto, insieme ai suoi ottimi componenti del direttivo della Camera penale, per aver voluto riprendere un’idea che ebbi nel 2002 allorquando divenni presidente della Camera penale. L’idea fu quella di non fare delle semplici commemorazioni degli illustri avvocati che venivano ricordati, bensì quella di sollecitare ai giovani colleghi, attraverso il ricordo del passato, uno spirito di emulazione. Volevano essere, questi incontri, un incitamento e uno sprone a seguire questi fulgidi esempi, volevano trasmettere un’emozione, provocare quel “fremito d’ala”, come soleva dire ai giovani avvocati promettenti Alfredo Cantàfora, con espressione plastica ed efficace. Ebbene, quest’idea, questa serie di “Incontri” allora si tradusse in un autentico successo, fu un’idea vincente per la Camera penale. Ecco perché sono particolarmente grato alla Camera penale di Catanzaro e al suo Presidente per aver voluto riproporre quest’idea, mantenendo lo stesso suggestivo titolo a questa seconda serie. Ad aprire la prima serie di incontri il 16 gennaio 2003, nel pomeriggio, non poteva che essere Mario Casalinuovo, all’epoca Presidente onorario della Camera penale. Ricordò Alfredo Cantàfora, al quale la nostra Camera penale è intestata. Io, da presidente della Camera penale, avrei dovuto introdurre l’iniziativa, presentare la figura dell’avvocato che quella sera sarebbe stato ricordato e l’avvocato che avrebbe dovuto ricordarlo. Avevo preparato un’articolata introduzione, sennonché quella sera, al teatro Politeama, era in programma un’importante opera lirica, una rappresentazione teatrale di grande richiamo – mi pare di ricordare fosse l’Aida di Zeffirelli –, cosicché, prima di iniziare, Mario Casalinuovo mi chiamò da parte e mi disse: “Fai presto nell’introduzione, il mio intervento non sarà breve e ad una certa ora i presenti vorranno andar via”. Alla sollecitazione dell’avvocato Mario Casalinuovo non avrei potuto sottrarmi. E perché non ci si poteva sottrarre? Voglio dirlo soprattutto ai giovanissimi avvocati. All’epoca gli avvocati più giovani avevano un grande rispetto per gli avvocati più grandi, non era usuale disubbidire o non assecondarli, c’era stato insegnato così. Il rispetto aumentava considerevolmente quando si era in presenza di avvocati autorevoli, cioè quelli che godevano del prestigio, dell’ammirazione, dell’apprezzamento generale, da parte dei colleghi, dei magistrati, della gente comune. Ci tengo a dire, però, che il rispetto non nasceva esclusivamente dal trovarsi in presenza di avvocati più grandi e illustri e, quindi, per una certa soggezione; non era vuota accondiscendenza o timore reverenziale ma vi era la convinzione, la certezza, che un consiglio dato da questi avvocati venisse dato solo per il nostro bene, per aiutarci. Non avevamo riserve né gelosie. Noi avevamo la totale fiducia che quegli avvocati più anziani e valorosi fossero ispirati solo dal desiderio di aiutarci, di mettere al servizio dei più giovani colleghi la loro esperienza e la loro riconosciuta competenza. Ecco perché quel che diceva Mario Casalinuovo, a noi colleghi più giovani, era sempre ascoltato con gratitudine. Ho già ricordato Mario Casalinuovo in un recente evento tenutosi presso la Sala delle Culture della Provincia di Catanzaro. Questa volta, però, è completamente diverso perché, innanzitutto, sono a casa mia, insieme a Voi cari Colleghi, in un incontro organizzato dalla Camera penale, quella Camera penale che fu proprio Mario Casalinuovo a fondare nel lontano 1988. Dopo la parentesi politica, Mario Casalinuovo ritornò a tempo pieno nell’agone forense e volle fondare anche a Catanzaro la Camera penale, un’associazione di avvocati penalisti, come già ne erano sorte in gran parte d’Italia. Era convinto che un’Avvocatura forte, che potesse contare e che potesse porsi al centro del dibattito politico sui temi della Giustizia, dovesse essere unita, organizzata, non lasciata al pensiero, pur lungimirante, di un prestigioso avvocato ma a un’associazione che comprendesse tutti gli avvocati penalisti. La Camera penale che fortemente volle, coinvolgendo tutti i presidenti degli ordini dei circondari della Provincia e gli avvocati penalisti più illustri, rappresentò per Mario Casalinuovo una perfetta sintesi tra le sue più amate passioni: l’Avvocatura e la Politica. Erano tempi fecondi per l’Avvocatura, esaltata dall’imminente entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale che proiettava l’avvocato in una dimensione nuova, che lo ergeva a protagonista, non solo nella fase del dibattimento e nel momento conclusivo dell’arringa, ma anche nella formazione della prova, compito prima demandato esclusivamente all’inquirente. Ebbene, la Camera penale della provincia di Catanzaro, una volta costituita, con la presidenza di Mario Casalinuovo, si impose subito all’attenzione di tutte le altre Camere penali, contribuendo e dando linfa a tutte le più importanti iniziative. Basti pensare che nel 1989, pochi giorni prima dell’entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale, si celebrò ad Amalfi il Congresso fondativo dell’Unione delle Camere Penali Italiane e la presidenza dei lavori di quell’importante consesso venne affidata proprio a Mario Casalinuovo il quale, in seno all’Unione, ebbe il privilegio, negli anni successivi, di ricoprire l’alta carica di vicepresidente vicario dell’Unione delle Camere Penali Italiane con la Presidenza dell’avvocato Vittorio Chiusano. Quando l’avvocato Mario Casalinuovo, nel 1998, dopo dieci anni, lasciò la Presidenza della camera penale, il presidente del Consiglio dell’Unione delle Camere Penali Italiane dell’epoca, Prof. Avv. Giuseppe Frigo, gli inviò una comunicazione ufficiale in cui, tra l’altro, scrisse: “A nome del Consiglio delle Camere Penali – che (è doveroso ricordarlo) tu hai tenuto a battesimo subito dopo il suo primo insediamento, all’indomani del Congresso di Catania – mi unisco al plauso e al ricordo del Tuo impegno e del Tuo affetto non solo per la camera penale catanzarese, ma per l’Unione, alla cui crescita hai sempre contribuito, particolarmente nel difficilissimo momento in cui ne sei stato Vicepresidente vicario”. Io, per un periodo, dopo l’avvocato Sandro Nisticò, fui il segretario della Camera penale e continuai a esserlo per tutta la Presidenza dell’avv. F. Parisi. Non era facile essere segretario della Camera penale presieduta da Mario Casalinuovo: era un perfezionista. Studiava nei minimi particolari ogni cosa, qualsiasi evento da organizzare, un’assemblea con gli iscritti, un incontro con i magistrati o con la stampa; non
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