Attività
SPORT E LEGALITÀ, UNA SOLA PARTITA: CATANZARO CELEBRA IL PRIMO MEMORIAL ROBERTO GIGLIO
La comunità catanzarese – aderendo all’invito della Camera penale “Alfredo Cantàfora” – ha vissuto ieri una giornata di straordinaria intensità umana e civile. Una giornata capace di tradurre in esperienza concreta l’articolo 27 della Costituzione: non una norma astratta, ma una scelta di civiltà fondata sull’inclusione, sulla dignità della persona, sulla convinzione che nessuno – neppure chi ha sbagliato – possa essere escluso dalla comunità. L’articolo 27 è tra le disposizioni più alte della nostra Carta, perché parla il linguaggio della speranza in contesti dove il rischio è che prevalga, socialmente, il sentimento della vendetta. Ci ricorda che la pena non può mai spezzare il legame sociale e che l’unica risposta autenticamente costituzionale è quella che accompagna, reintegra, restituisce possibilità. Siamo chiamati, tutti, ad essere seminatori di speranza.
È con questo spirito che, da anni, la Camera Penale di Catanzaro ha scelto di svolgere un ruolo di ponte tra il mondo dell’esecuzione penale e la società civile. Lo ha fatto promuovendo percorsi di lavoro, convinta che il recupero sociale passi necessariamente attraverso la dignità dell’impegno e della responsabilità. E lo ha fatto, ieri, attraverso un altro linguaggio universale e potente: quello dello sport.
Quando il Direttivo ha immaginato una figura capace di unire, attraverso lo sport, la realtà penitenziaria con la comunità “esterna”, coniugando diritto e umanità, il pensiero è andato naturalmente a Roberto Giglio. Magistrato che ha amato il diritto e lo sport, ma soprattutto uomo delle istituzioni capace di armonizzare la funzione con la persona, senza mai confondere l’uomo con il suo errore. Ricordarlo ieri, davanti a molti giovani, ha assunto un valore altamente simbolico: giovani delle squadre cittadine e minori che vivono un’esperienza detentiva si sono incontrati, riconosciuti, accolti. Grazie all’US Catanzaro, alle Pantere Nere, alla Vigor Catanzaro e alla Kennedy, con il patrocinio dell’Associazione Italiana Arbitri e della FIGC (che ci ha generosamente ospitati), e grazie alla sensibilità dei direttori dell’Istituto Penale Minorile e della Comunità Minorile, è stata scritta una pagina significativa della storia della nostra comunità. Dieci minori ristretti sono stati accolti nelle squadre giovanili. Ne è nata una giornata autentica di integrazione, che ha dimostrato come solo attraverso l’ascolto, la condivisione e la capacità di tendere la mano sia possibile costruire un futuro di speranza.
Lo sport ha espresso il suo volto migliore, culminando in una premiazione che ha visto protagonisti i vertici dei nostri uffici giudiziari: il primo posto – assegnato all’US Catanzaro – è stato premiato dal Presidente del Tribunale di Sorveglianza Laura Antonini e dal giovane Roberto Giglio, nipote del magistrato; il secondo dal Presidente Alessandro Bravin, in rappresentanza della Corte d’Appello, e dal Sostituto Procuratore Generale Luigi Maffia; il terzo dal Presidente del Tribunale per i Minorenni Teresa Chiodo e dalla Procuratrice Minorile Maria Rita Tartaglia; il quarto dal Direttore dell’IPM Francesco Pellegrino e dal Direttore della Comunità Minorile, Massimo Martelli.
Il Premio Fair Play è stato assegnato a Giovanni Furriolo per un gesto spontaneo e profondamente eloquente: la cessione della fascia di capitano ad A.P., giovane della comunità minorile. Un gesto semplice, ma capace di esprimere più di molte parole, premiato dal Direttore Generale dell’US Catanzaro, Paolo Morganti.
Il Presidente Onorario della Camera Penale, l’Avvocato Nicola Cantàfora, ha consegnato ad Antonio e Clemente Giglio, figli del compianto Roberto Giglio, una targa commemorativa a nome dell’intera avvocatura penalista catanzarese. Questa la dedica: “in ricordo di Roberto Giglio, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro, che nell’esecuzione della pena ha saputo vestire il diritto di umanità, senza mai identificare l’uomo con il suo reato”.
Un sentito ringraziamento va a tutte le realtà che, con competenza e sensibilità, hanno reso possibile questo evento: alle società sportive, alle istituzioni giudiziarie, agli operatori dell’area penale minorile, ai volontari, ai partner tecnici e sanitari, alla sezione arbitrale, al servizio catering e tutti coloro – e sono tanti – hanno offerto un contributo concreto e generoso.
Questo è stato il Primo Memorial Roberto Giglio: un segno concreto di come l’articolo 27 della Costituzione possa tradursi in esperienza vissuta, pratica condivisa, responsabilità collettiva. Un appuntamento con la storia cittadina che la Camera penale intende stabilizzare nel tempo, come luogo di incontro tra diritto e umanità, tra istituzioni e comunità, tra regola e speranza. Perché la risocializzazione non è un principio astratto, ma un dovere costituzionale che si realizza solo quando ciascuno assume la propria parte di responsabilità, con coerenza, apertura e autentico senso della giustizia.
Anche quest’anno la Camera Penale di Catanzaro ha sostenuto con orgoglio la cooperativa Mani in Libertà, diventando ponte tra il laboratorio di pasticceria dell’Istituto Penitenziario Ugo Caridi di Catanzaro e la società civile.
È il terzo anno consecutivo che portiamo avanti questa sfida, e i risultati sono sorprendenti: i panettoni artigianali prodotti dai detenuti, firmati dal marchio “dolci cReati”, hanno conquistato non solo il Nord Italia – da Roma a Reggio Emilia – ma quest’anno sono arrivati addirittura in Svizzera, con 150 pezzi venduti.
Dietro ogni panettone c’è molto più di un semplice dolce natalizio: c’è la storia di uomini che hanno scelto di trasformare la loro pena in un’opportunità, riscoprendo dignità, abilità e speranza. Sostenere il lavoro dei detenuti significa dare loro la possibilità di un vero percorso di riscatto, di crescita personale e professionale, all’interno del percorso trattamentale.
Così, portando sulle tavole un prodotto di eccellenza, facciamo anche un gesto concreto di solidarietà e sostegno a chi cerca una seconda possibilità.
Per informazioni e prenotazioni, è possibile scrivere a maniinliberta2022@gmail.com
LEADING CASE CAVALLOTTI CONTRO ITALIA. PREVENIRE IL DELITTO O PUNIRE IL SOSPETTO? LA SINGOLARE FIGURA DELL’“ASSOLTO CONFISCATO”.
È possibile che un soggetto assolto con formula piena da ogni accusa nel processo penale, sulla base degli stessi fatti e degli stessi elementi di prova si possa trovare spogliato di tutti i suoi beni dal giudice della prevenzione, così da essere privato di tutto, finanche della propria dignità?
In Italia, sì! Assolto e confiscato.
Una materia scivolosa, liquida, che genera tensione coi diritti fondamentali della persona.
Ecco perché, il 24 ottobre la Camera Penale di Catanzaro ha organizzato una intensa giornata di riflessione e di studio sulle questioni più controverse che ruotano intorno al complesso sistema di prevenzione italiano. L’incontro è nato dalla nota vicenda Cavallotti, oggi al vaglio della Corte Europea, dinanzi alla quale è stata presentata la Independent Opinion del Professore Paulo Pinto de Albuquerque. L’illustre giurista portoghese, già giudice della Corte Edu, ha messo a nudo il tratto illiberale della prevenzione, così come finora concepita nel nostro ordinamento, segnalando la radicale incompatibilità di tali misure con il corredo di garanzie sancito dalla Carta Costituzionale e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
Nel corso dei lavori sono stati affrontati temi di grande attualità, in particolare:
•se le fattispecie di pericolosità siano assistite da idonea base legale;
• se una confisca senza condanna (anzi, nel caso Cavallotti, seguita a una assoluzione piena in sede penale), possa considerarsi compatibile con il principio della presunzione di innocenza;
•quale sia la natura giuridica della confisca di prevenzione e se debba essere considerata una sanzione penale, con tutte le garanzie proprie della materia;
•se sia (stato) rispettato il principio di proporzionalità;
•se l’inversione dell’onere della prova non sia eccessivamente gravosa per chi deve dimostrare, specie a distanza di molti anni, l’origine lecita del proprio patrimonio e dei propri beni.
L’incontro ha rappresentato una significativa pagina di approfondimento, resa possibile dalla straordinaria qualità degli interventi e dal successivo dibattito costruttivo che ne è conseguito; un confronto tra varie sensibilità e differenti punti di vista, che ci ha permesso di riflettere sulla necessità di porre un argine agli accenti autoritari di queste misure del sospetto, in gran parte incompatibili con le garanzie fondamentali di uno Stato di diritto.
Un ringraziamento speciale va agli illustri relatori e a tutti i partecipanti a questa giornata di grande valore giuridico e sociale.
In particolare, a Pietro Cavallotti e alla sua famiglia che da anni stanno conducendo una autentica battaglia di civiltà.
Per vedere i lavori clicca qui:
https://short.do/yYxKTJ
REPORT XX CONGRESSO NAZIONALE UCPI
“LA GIUSTIZIA CHE SARÀ. IL GIUDICE E LE PARTI: RUOLI FUNZIONI CULTURE”
Catania, 26-27 settembre 2025
La delegazione della Camera Penale di Catanzaro al Congresso catanese è stata come sempre cospicua. Sono state tre giornate di tavoli di riflessione, di dibattito e di confronto soprattutto su una delle tematica centrali dell’agenda politica italiana: il progetto di riforma costituzionale sulla separazione delle carriere all’interno della magistratura.
È stato ribadito come questa sia una battaglia nell’interesse dei cittadini che sempre l’Avvocatura penalista ha portato avanti ed è emerso, con altrettanta chiarezza, come questa tappa di progresso civile e giuridico segnerà le sorti del Paese nel bene qualora la riforma diventi realtà, nel male qualora, una volta approvata dal Parlamento, non superi lo scoglio referendario. Ma si è discusso anche di altro, di tutto ciò che possa comprimere in maniera ingiustificata e illegittima la libertà del cittadino.
Il dibattito congressuale è stato ricchissimo di interventi non programmati, tra la seconda e la terza giornata di lavori, tra i quali si segnalano l’intervento del Vice Presidente, Avv. Orlando Sapia, e del Segretario, Avv. Antonella Canino.
• L’intervento del Vice Presidente è stato in materia di esecuzione penale, mettendo in rilievo i guasti causati dal panpenalismo proprio nell’epilogo del sistema penale, ovverosia il mondo carcerario. Collegato all’intervento dell’Avv. Sapia era la Mozione Congressuale in materia di esecuzione penale, avanzata dalla nostra Camera Penale e sottoscritta da quasi altre venti Camere Penali.
• L’intervento del Segretario ha avuto ad oggetto il cuore della tematica congressuale, ovverosia la “Giustizia che sarà” e, quindi, l’importanza che l’Avvocatura sappia portare avanti, con esito vittorioso, questa battaglia.
• La Camera Penale di Catanzaro si è distinta, inoltre, per avere presentato ben tre Mozioni Congressuali, una in materia di esecuzione penale, prima evocata, e altre due in materia di misure di prevenzione. Tutte le Mozioni sono state fatte proprie dalla Giunta e approvate dal Congresso.
Infine, il XX Congresso Nazionale dell’UCPI si è concluso con la conferma dell’Avv. Francesco Petrelli quale Presidente della Giunta nazionale e con l’ulteriore conferma quale componente di Giunta del nostro Past Presidente Avv. Valerio Murgano.
LA CAMERA PENALE DI CATANZARO INCONTRA IL SOTTOSEGRETARIO DELMASTRO
Nel pomeriggio di mercoledì 27 agosto 2025, presso la Direzione della Casa Circondariale di Siano, il Presidente della Camera Penale di Catanzaro, Avv. Francesco Iacopino, accompagnato dal Segretario Avv. Antonella Canino, ha partecipato a un incontro istituzionale con il Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia, On. Avv. Andrea Delmastro delle Vedove.
All’incontro, durato circa 45 minuti, hanno preso parte il Provveditore regionale della Calabria, Dott. Liberato Guerriero, la Garante regionale dei detenuti, Dott.ssa Giovanna Francesca Russo, la Direttrice della Casa Circondariale di Siano, Dott.ssa Patrizia Delfino con la propria équipe, e il Direttore dell’area sanitaria, Prof. Giulio Di Mizio, accompagnato dai suoi collaboratori.
La Camera Penale ha ribadito la propria posizione a favore della separazione delle carriere, considerata il naturale completamento delle riforme del 1988 e del 1999, e ha manifestato disponibilità a sostenere la battaglia referendaria. Sono stati inoltre consegnati al Sottosegretario i numeri della rivista Ante litteram, apprezzata come strumento di riflessione e approfondimento sui temi della giustizia. Contestualmente è stata consegnata una lettera contenente le preoccupazioni dell’avvocatura penalista sullo stato delle carceri, con proposte concrete di breve e lungo periodo, ritenute necessarie per modificare l’attuale situazione.
Ampio spazio è stato dedicato, nello specifico, alle criticità del sistema carcerario: sovraffollamento, condizioni dei detenuti tossicodipendenti e psichiatrici, e necessità di un approccio meno “carcerocentrico” e più attento a prevenzione sociale, welfare e politiche di inclusione. Il Sottosegretario ha condiviso in particolare l’urgenza di percorsi terapeutici alternativi al carcere per i tossicodipendenti e si è aperto al confronto su possibili soluzioni per i detenuti affetti da patologie psichiatriche.
Altro tema centrale è stato quello del reinserimento lavorativo. Dopo la presentazione dei progetti già avviati dalla Camera Penale, è stata accolta con favore la proposta di avviare, in collaborazione con l’ACI, un percorso per consentire ai giovani detenuti di conseguire la patente di guida, con l’auspicio di estendere simili iniziative anche ai detenuti maggiorenni. La Garante regionale ha inoltre illustrato il protocollo di reinserimento lavorativo già operativo a Reggio Calabria e ha annunciato la creazione di un tavolo permanente regionale, cui la Camera Penale prenderà parte attivamente.
L’incontro, svoltosi in un clima di dialogo franco e costruttivo, ha confermato la possibilità di individuare punti di convergenza significativi pur nella diversità di vedute, trasformando il confronto in un’occasione di crescita reciproca e di elaborazione comune.
Catanzaro, 28 agosto 2025
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LA CAMERA PENALE IN VISITA ALL’ISTITUTO PENALE MINORILE DI CATANZARO
“Dare voce a chi non ha voce, costruire ponti per il futuro dei ragazzi”
In data 25 agosto 2025, una delegazione della Camera Penale di Catanzaro ha visitato l’Istituto Penale Minorile di Catanzaro, per incontrare i giovani detenuti e condividere, anche solo per poche ore, la loro quotidianità. Un momento particolarmente significativo, se si pensa che, nello stesso tempo, nell’immaginario collettivo i nostri figli sono ancora immersi nelle vacanze estive.
La visita è stata guidata dal Presidente della Camera Penale di Catanzaro Francesco Iacopino, insieme al componente di Giunta dell’Unione delle Camere Penali Valerio Murgano, con la partecipazione del Presidente della Camera Penale di Cosenza Roberto Le Pera e della Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catanzaro Enza Matacera. Hanno inoltre preso parte il Vice Presidente Orlando Sapia, il Segretario Antonella Canino, i consiglieri Stefania Mantelli e Vincenzo Galeota, i Probiviri Vincenzo Ranieri e Piero Mancuso, i soci Antonio Mungo, Alessandra Coppolino, Adriana Anello, Francesca De Fine, Danila Scicchitano e Federico Sapia, nonché il consigliere dell’Ordine degli Avvocati Gianpaolo Stanizzi.
L’accoglienza è stata curata dal Vicedirettore, dott. Gennarino Del Re, dal responsabile degli educatori e dal personale penitenziario guidato dal Comandante Daniela Caputo. La delegazione ha potuto dialogare con un gruppo di otto giovani detenuti, tutti in esecuzione di pena definitiva.
L’Istituto ospita complessivamente 31 ragazzi: alcuni non hanno in Italia una famiglia e vivono pertanto in completa solitudine, privi di qualsiasi riferimento affettivo al di fuori degli operatori e degli agenti che li assistono; altri hanno famiglie lontane, la cui distanza impedisce loro di usufruire dei permessi premio, pur essendone meritevoli, con conseguente compromissione dei percorsi rieducativi.
I giovani incontrati non hanno espresso lamentele sulle condizioni di detenzione, ma hanno manifestato il desiderio di avere maggiori spazi ricreativi e più opportunità formative. Alcuni hanno ripetuto gli studi di scuola media, pur avendoli già conclusi, e aspirerebbero a frequentare un istituto superiore, che tuttavia non è presente all’interno dell’IPM; altri vorrebbero imparare un mestiere. Nonostante le evidenti carenze strutturali, i ragazzi non hanno accennato né allo stato delle celle, che richiedono ristrutturazione, né alle poche ore di socialità e permanenza all’aria aperta (appena sei al giorno). Ciò che emerge è soprattutto la paura per il futuro, unita però a una forte voglia di crescere, di migliorarsi, di riscattarsi.
Questi giovani hanno commesso errori, ma chiedono – e meritano – speranza, fiducia, affetto e umanità. Alla riconquistata libertà deve accompagnarsi la possibilità di ritrovare il piacere dello studio, la dignità del lavoro e il calore di legami familiari.
Si tratta di un impegno che non può gravare soltanto sull’Avvocatura – chiamata a essere ponte tra il mondo penitenziario e la società civile – ma sull’intera collettività. La Costituzione assegna infatti a ciascuno di noi il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana: tutti gli uomini e le donne di buona volontà possono e debbono cooperare affinché l’opera di rieducazione e di risocializzazione trovi compimento.
In questa direzione, la Camera Penale intende impegnarsi con due progetti concreti:
• il progetto di “adozione” di minori stranieri ristretti, in collaborazione con la Diocesi. In tal senso, ci siamo già attivati e auspichiamo a breve di sottoscrivere con le istituzioni competenti un protocollo d’intesa per avviarne in via sperimentale l’attuazione, affinché famiglie volontarie possano diventare per questi ragazzi un punto di riferimento territoriale e un argine all’abbandono affettivo;
• l’ingresso delle aziende in carcere, per offrire ai giovani opportunità di formazione professionale e prepararli, una volta liberi, a un inserimento reale e dignitoso nel mondo del lavoro.
Siamo convinti che tali strumenti possano rappresentare un vero lievito per il futuro di questi ragazzi, sostenendoli nel loro cammino di crescita e aiutandoli a scrivere le future pagine della loro vita affacciati a nuovi orizzonti di speranza.
Il Consiglio Direttivo
L’Osservatorio Carcere
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BISOGNA AVER VISTO
🔥 Oggi abbiamo varcato le porte del carcere di Catanzaro, per dare voce a chi non ha voce. 📍 Alla vigilia di ferragosto abbiamo visitato la struttura con i rappresentanti delle istituzioni, incontrato il personale sanitario, educatori e persone detenute. Il rispetto dei diritti non conosce ferie. Abbiamo visto condizioni che non possono lasciare indifferenti: 🛏️ Celle vecchie e inadeguate 🌡️ Caldo insopportabile senza frigoriferi 🚿 Docce insufficienti 🩺 Assistenza sanitaria in affanno 🚫 Molti detenuti restano chiusi in celle anguste per oltre 16 ore al giorno ⚠️ Metà della popolazione carceraria a Catanzaro non ha una condanna definitiva (il doppio della media degli altri distretti). ⚖️ La pena non può essere solo privazione della libertà. Deve rispettare la dignità e offrire un percorso di rieducazione. Nei prossimi giorni presenteremo una relazione dettagliata per chiedere alla politica interventi immediati, tra i quali: ✨ Liberazione anticipata speciale ✨ Promozione di provvedimenti di clemenza come amnistia e indulto, necessari anche per: * contenere l’elevato tasso di sovraffollamento * ridurre i numerosi tentativi di suicidio registrati nelle carceri italiane 💬 La dignità non può arrestarsi alla porta del carcere. #camerapenalecatanzaro

CONFISCA SENZA CONDANNA PER APPARTENENZA ALLA MAFIA
Pubblichiamo il testo integrale, tradotto in italiano, del parere legale indipendente reso dal Prof. Paulo Pinto de Albuquerque nella causa Cavallotti c/Italia, pendente davanti alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Di seguito, le conclusioni rassegnate dall’insigne giurista portoghese, già giudice della predetta Corte sovranazionale.
CONCLUSIONI FINALI
Questo Parere legale indipendente è stato ultimato esattamente 33 anni dopo il tragico assassinio del giudice Giovanni Falcone da parte della mafia dei Corleonesi sull’autostrada A29, nei pressi del comune di Capaci. La vicenda giudiziaria della famiglia Cavallotti mi ha riportato alla mente le sue potenti parole sulle misure di prevenzione, quando, con il suo consueto linguaggio diretto, affermava che “le misure di prevenzione sono un mezzo antidemocratico e che il vero luogo della punizione del responsabile è il processo penale”. Per il giudice Giovanni Falcone, usare le misure di prevenzione senza accertamento di colpevolezza “è una strategia già perdente che non serve a nulla. Serve soltanto a creare ancora una volta dei martiri dello Stato, delle persone che affermano di aver subito delle profonde ingiustizie e, in buona parte, è anche vero”.
Oltre a eludere i principi fondamentali del diritto penale e processuale penale e ad annullare la distinzione tra diritto penale e diritto civile, questa “strategia già perdente” è ancora più preoccupante perché il Legislatore ignora la reale portata del suo impatto sulla società e sull’economia italiana. Il rapporto ufficiale redatto ai sensi dell’articolo 49 del Codice Antimafia non fornisce dati circa i reati presunti che hanno dato origine alla confisca di prevenzione (ad esempio, quante confische sono state disposte per sospetta associazione mafiosa), sulle decisioni definitive rese nei relativi procedimenti penali (ad esempio, quanti decreti di confisca sono stati emessi in seguito ad un’assoluzione), sullo stato delle aziende al momento della restituzione alla collettività (se ancora operative o meno), e sulle perdite in termini occupazionali, di fatturato o di gettito fiscale derivanti dall’applicazione dei decreti di confisca di prevenzione.
Peggio ancora, i dati disponibili lasciano un sospetto persistente e scomodo, che non sia un caso che i martiri dello Stato siano sempre gli stessi e provengano sempre dalle stesse regioni d’Italia. A conferma di quanto esplicitamente dichiarato in Parlamento il 25 maggio 1965 su chi il legislatore intendeva colpire con la nuova legge sulle misure di prevenzione, la risposta all’interrogazione dell’Onorevole Giachetti del 10 febbraio 2025 ha riconosciuto che 7182 imprese sono state sottoposte a confisca di prevenzione tra il 2019 e il 2023, con una “particolare concentrazione in Sicilia, Campania e Calabria”.
È giunto il momento che il Legislatore e la Magistratura italiani si interroghino seriamente se l’attuale sistema di confisca di prevenzione sia ancora uno strumento compatibile con la Costituzione italiana favorevole ai diritti umani, e con gli obblighi internazionali del suo Paese. È logicamente e deontologicamente inammissibile che il Governo sostenga una posizione a Roma e a Bruxelles per giustificare il mutuo riconoscimento degli ordini di confisca di prevenzione nel quadro dell’Unione europea, e sostenga l’opposta posizione a Strasburgo, per privare i destinatari di tali ordini delle garanzie previste dagli articoli 6 §§ 2 e 3, 7 e dall’articolo 4 del Protocollo n. 7.
Questa necessaria riflessione potrà avvenire solo se il Legislatore e la Magistratura riconosceranno apertamente ciò che è evidente, che la confisca di prevenzione ai sensi della Legge n. 575/1965, delle sue modifiche e del Codice Antimafia ha portato allo spogliamento totale della ricchezza di persone innocenti, collocandole in una posizione economica e sociale peggiore rispetto a quella precedente alla presunta condotta criminale. Se questo sistema altamente repressivo di confisca senza condanna è stato introdotto sulla base della retorica populista che intendeva colpire un fenomeno mafioso particolarmente pericoloso nel sud Italia, già di per sé una discutibile scelta di politica criminale, la sua successiva estensione indiscriminata anche a reati comuni di natura economica mina le stesse fondamenta costituzionali dello Stato italiano. Qual è il senso di avere un sistema penale e processuale penale liberale e garantista per i reati comuni, come quello italiano, se poi, in parallelo, si mantiene un sistema di misure di prevenzione medievale, non garantista, e ogni volta che il primo fallisce nel punire il sospettato, lo Stato italiano si rifugia nel secondo per concludere il lavoro?
Con rispetto, nella mia qualità di esperto legale indipendente, sottolineo che questa riflessione è anche imposta dagli obblighi internazionali dell’Italia ai sensi degli articoli 6 § 2 e 7 della Convenzione europea dei diritti umani e dell’articolo 1 del Protocollo n. 1, che risultano violati nel caso dei fratelli Cavallotti e delle loro famiglie, veri “martiri dello Stato”.
Lisbona, 23 maggio 2025
Paulo Pinto de Albuquerque – Professore Ordinario all’Università Cattolica di Lisbona
Dottore Honoris Causa, Edge Hill University (Regno Unito) e Yaroslav Mudryi National Law University, Kharkiv (Ucraina)

RELAZIONE POLITICA DI SINTESI BIENNIO 2023-25
Questi due anni, appena trascorsi, sono stati caratterizzati da molteplici battaglie in difesa della Costituzione e del diritto penale liberale, in piena continuità con la linea politica indicata dalla Giunta dell’UCPI, già a partire dal Congresso di Firenze, a cui la nostra Camera Penale ha partecipato con ampia rappresentanza. L’attività del Consiglio Direttivo, presieduto dall’Avv. Francesco Iacopino, ha avuto quale primo obiettivo di carattere metodologico il potenziamento della Camera Penale in tutte le sue componenti e strumenti di azione.
Camera Penale “Alfredo Cantàfora” di Catanzaro. Rinnovato il Consiglio direttivo, Francesco Iacopino confermato Presidente.
Si è svolta il 18 luglio 2025, nella sala del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, l’assemblea elettiva della Camera Penale “Alfredo Cantàfora” di Catanzaro, presieduta dal Past President Giuseppe Carvelli. Alla presenza dei soci, del Presidente onorario Nicola Cantàfora e dei Past President Aldo Casalinuovo, Vincenzo Ioppoli e Valerio Murgano, quest’ultimo anche componente della Giunta UCPI, sono state presentate la relazione del Segretario Orlando Sapia e quella del Tesoriere Nicola Tavano, a consuntivo del biennio trascorso.
Nel corso dei lavori si è dato atto dell’intenso lavoro svolto in due anni dalla Camera penale, a partire dall’impegno culturale particolarmente incisivo promosso dalla rivista “Ante litteram”, magistralmente diretta da Pantaleone Pallone con la collaborazione di Vittorio Ranieri. Una giovane iniziativa editoriale, avviata con la Presidenza Iacopino, che si è imposta nel panorama nazionale grazie a un comitato scientifico illustre e autorevole e a pubblicazioni di elevato spessore, affidate ai più grandi giuristi italiani e internazionali.
Ancora, sono state valorizzate l’intensa qualità e quantità dell’attività convegnistica oltre che l’efficacia dell’attività politica svolta su vari terreni, soprattutto quello carcerario, particolarmente sentito dal Direttivo uscente.
Altrettanto significativa l’attività della Scuola forense, diretta da Danilo Iannello, e degli Osservatori territoriali, a dimostrazione di un impegno politico incessante, svolto dalla Camera Penale a livello territoriale regionale e nazionale. Si è proceduto, poi, alla nomina dei delegati per il Congresso ordinario di Catania che si terrà a settembre. L’assemblea ha nominato Francesco Iacopino, Orlando Sapia e Antonella Canino. Infine, i soci hanno deciso di votare per acclamazione il nuovo Direttivo.
La formazione che guiderà l’assise dei penalisti catanzaresi per il prossimo biennio vedrà ancora alla guida della Camera Penale Francesco Iacopino, nominato Presidente, Vice Presidente Orlando Sapia, Segretario Antonella Canino, Tesoriere Nicola Tavano, e Consiglieri Ottavio Porto, Fabrizio Costarella, Enzo Galeota, Angela La Gamma e Stefania Mantelli. Sono stati nominati probiviri Vincenzo Ranieri, Presidente, Giovanni Merante e Pietro Mancuso. Angela La Gamma è stata nominata Vice Direttore della Scuola forense, alla cui guida è stato confermato Danilo Iannello. Ancora, Ottavio Porto è stato designato Coordinatore degli osservatori territoriali.
Rassegna Stampa:
La Nuova Calabria
Catanzaro Informa
Calabria7.news
Corriere della Calabria
La Novità Online
Catanzaro City Magazine
Giornale di Calabria
TEATRO E SOLIDARIETÀ: QUANDO IL RISCATTO INCONTRA LA SPERANZA
I ragazzi dell’Ipm di Catanzaro in scena al Teatro Comunale per realizzare i sogni dei piccoli pazienti
Una serata organizzata dalla Camera penale di Catanzaro “Alfredo Cantàfora” e da Acsa & Ste Ets che rimarrà a lungo scolpita nella memoria di chi l’ha vissuta. “Uomo e Galantuomo”, in scena il 7 maggio al Teatro Comunale di Catanzaro.
I ragazzi dell’Istituto penale minorile hanno recitato con bravura e passione la Commedia di Edoardo de Filippo, emozionando tutti i presenti e devolvendo l’intero ricavato, circa 6000 euro, ai pazienti dell’oncoematologia pediatrica del nostro Ospedale.
È questa la nostra visione della funzione rieducativa della pena. È questa la visione dei nostri padri costituenti quando hanno scritto una delle norme più alte della nostra Costituzione: l’articolo 27.
Teatro gremito. Sold out. La città ha risposto alla grande.
Grazie Catanzaro, grazie a tutti gli attori e a coloro, e sono tanti, che hanno contribuito a realizzare un sogno.
RASSEGNA STAMPA
La Nuova Calabria: https://lc.cx/7aeA_N
Catanzaro Informa: https://lc.cx/hU-4Gb
Il Dispaccio: https://lc.cx/ixGdhw
LaC News24: https://lc.cx/z2TbT9
Calabria7: https://lc.cx/hmWTZO
La Novità online: https://lc.cx/-9TW1m
Il Tacco di Bacco: https://lc.cx/jQTarq
Informa Calabria: https://lc.cx/Kj_hfc
Noi di Calabria: https://lc.cx/eTRdGs
Passione Catanzaro: https://lc.cx/hrNVhs
INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO 2025
Il discorso del presidente:
discorso-inaugurazione-anno-giudiziario-2025-Iacopino
Rassegna Stampa:
https://lc.cx/hiKnl3
https://lc.cx/4Z4kXO
https://lc.cx/1Q2e3y
“Lo svilimento del diritto di difesa ha tracciato, in questi anni, solchi profondi nei rapporti tra il foro e la magistratura. È necessario uscire dal tunnel infinito dell’emergenza e ritrovarsi dentro il comune perimetro costituzionale; in particolare, nel corredo valoriale – non negoziabile – del giusto processo scolpito nell’art. 111 della nostra Magna Charta, nella consapevolezza che la perenne logica emergenziale mortifica quel quadro assiologico e ci pone fuori dallo statuto di legalità che i costituenti hanno disegnato per regolare il difficile rapporto tra autorità e libertà, tra esigenze di difesa sociale e tutela delle libertà individuali. Urge pertanto ritrovare una grammatica comune che veda nella Costituzione e nei valori di civiltà in essa scolpiti l’unico faro capace di illuminare il doveroso cammino unitario della (e nella) giurisdizione”. Dalla delibera di astensione del Coordinamento delle Camere penali della Calabria.
“Astensione dai processi: diamo voce ai diritti. Manifestazione regionale delle Camere penali”.
Per saperne di più:
Catanzaroinforma Canale Yotube
CatanzaroInforma
DOCUMENTI
CALABRIA GIUDIZIARIA NEL FANGO- ASTENSIONE 15-16-17 GENNAIO 2025
comunicazione astensione 15_16_17 gennaio2025 CP di Catanzaro_.docx
COORDINAMENTO CAMERE PENALI CALABRESI- ASTENSIONE 15-16-17 GENNAIO 2025

Scarica la scheda di iscrizione per associarsi alla Camera Penale di Catanzaro “Alfredo Cantàfora”

Poche risorse e abuso dei maxi processi, penalisti in protesta in Calabria.
La mobilitazione delle Camere penali per denunciare la grave crisi della giustizia nella regione: l’insufficienza di giudici e risorse sta causando rinvii dei processi fino al 2026
Leggi le notizie:
Catanzaro Informa https://lc.cx/v8A5iG
Il dubbio https://lc.cx/S3oybv
La Nuova Calabria https://lc.cx/8VEAm8
La News https://lc.cx/GCD05A – https://lc.cx/U8FxvA
LaNovitàOnline.it https://lc.cx/xy9l8a – https://lc.cx/NBH0sm
Corriere della Calabria https://lc.cx/lTmioq
• Delibera Coordinamento Camere Penali Calabresi
• Delibera Camera penale di Catanzaro

Siglato l’8 ottobre 2024, l’aggiornamento del Protocollo d’intesa stipulato nel 2017 fra il Tribunale di Catanzaro, l’Ordine degli Avvocati di Catanzaro e la Camera Penale di Catanzaro “Alfredo Cantàfora” per la liquidazione degli onorari dei difensori dei soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato e dei difensori d’ufficio degli irreperibili, in materia penale.
La modifica licenziata in data odierna, resasi necessaria a seguito dell’entrata in vigore del D.M. 147/2022 e del rincaro della vita nel periodo post pandemico, contribuirà al raggiungimento degli obiettivi posti a giustificazione del Protocollo: agevolare l’accesso all’istituto del patrocinio a spese dello Stato ai soggetti non abbienti, garantire valutazioni omogenee e rispettose del decoro e della professione forense, individuare parametri di liquidazione dei compensi tali da rendere effettiva, rapida ed agevole la loro determinazione e ridurre il numero delle opposizioni nel settore delle liquidazioni poste a carico dell’Erario.
Un ringraziamento particolare all’Osservatorio sul patrocinio a spese dello Stato della Camera Penale per il generoso impegno, al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, in persona del suo Presidente avv. Vincenza Matacera, per la proficua collaborazione, e al Presidente del Tribunale di Catanzaro, dott. Rodolfo Palermo, per il decisivo contributo professionale e la grande sensibilità dimostrata anche in questa occasione.
Il Consiglio Direttivo
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